Roma, 29 marzo 2020

Alla cortese attenzione del Consigliere Antonio Caponetto – Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio Disabilità
Oggetto: Istituzione comitato di crisi per emergenza e conseguenze pandemia coronavirus

Gent. Consigliere Caponetto,
la terribile catastrofe che si sta abbattendo su tutti noi sta determinando uno scenario che al disagio aggiunge la profonda incertezza sul futuro.
Lo slogan che giustamente diffonde la speranza che “andrà tutto bene”, con tutta probabilità, non corrisponderà purtroppo alla realtà che dovremo affrontare.
Affermare oggi che non andrà tutto bene non manifesta tuttavia un animo orientato dal pessimismo ma altresì risponde a una posizione responsabile e lucida. Una condotta che si poggia sulla coscienza che occorre lavorare alacremente per prevenire i forti disequilibri sociali prodotti dalla pandemia.
Questa sciagura avrà come effetto una terribile crisi economica che costringerà tutta la società, a partire dalla classi dirigenti politiche e istituzionali, a uno sforzo sovraumano per tenere in piedi non solo gli assetti finanziari e imprenditoriali ma la democrazia stessa.
I primi a pagare questa sventurata realtà saranno giocoforza coloro che appartengono alle categorie più esposte e che devono poter contare su riferimenti e indirizzi che garantiscano loro di non essere lasciati soli.
Il panorama preannunciato si annuncia frastagliato e ricco di incertezze preannunciando un percorso disordinato e purtroppo anche conflittuale.
Le notizie che ci giungono da molti settori del mondo della disabilità trasmettono paura, confusione, competizione tra realtà e grande preoccupazione.
Mi permetto pertanto di segnalare l’esigenza di istituire un comitato/unità di crisi che possa assorbire l’enorme lavoro che dovrà essere posto in atto.
Coordinare le associazioni, fungere da filtro nella distribuzione delle risorse e trasmettere la forte e decisa presenza dello Stato a milioni di famiglie rappresenterà l’elemento di speranza e di operatività più efficace per fornire certezze e tracciare il difficile cammino del futuro.
Sarà essenziale garantire informazione e capacità d’intervento per allontanare il rischio che troppi cittadini si affidino a notizie e indicazioni imprecise e fuorvianti, indirizzandosi verso soluzioni inadeguate e accrescendo il senso di precarietà e angoscia.
Tengo infine a sottolineare che da questi settori della società possono provenire pratiche ed esperienze di fondamentale importanza per tutta la società e pratiche in grado di fare scuola in altri ambiti sociali.
Da parte mia, qualora venissi considerato una valida risorsa, c’è la totale disponibilità a mettermi al servizio del Paese nel ruolo e nelle funzioni che mi verranno eventualmente assegnate, anche in collegamento con la rete estesa che gravita attorno a +Cultura Accessibile.

Questa mia comunicazione non manifesta in alcun modo una volontà di sovrapposizione ma vuole esprimere la profonda preoccupazione per uno scenario che considero ineluttabile. Una comunicazione che poggia sull’esperienza maturata in anni di attività al servizio di tante persone e del mio Paese.

Mi auguro che questo appello venga raccolto o quantomeno ben considerato e rinnovo la mia completa disponibilità a partecipare attivamente alla ricostruzione della Nazione.

Distinti saluti
Stefano Pierpaoli

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