L’arte è stata spiegata a un gruppo di appartenenti all’Unione italiana ciechi. Studenti ciceroni a Villa Galvani nella rassegna sul de’ Sacchis e al “Ricchieri”.
PORDENONE. Il Pordenone visto con gli occhi del cuore, una straordinaria visita che ha permesso agli iscritti all’Unione italiana ciechi di ammirare le opere in mostra a villa Galvani e al museo civico d’arte Ricchieri guidati dalla voce degli studenti del liceo Leopardi-Majorana. Il presupposto alla base dell’esperienza organizzata ieri e che si ripeterà anche il 21 dicembre e l’11 gennaio (con inizio alle 14.30) è l’accessibilità di tutti alla cultura. «Il progetto – ha spiegato l’insegnante Silvia Pettarin del Leo-Major impegnata in quest’esperienza assieme alla collega Barbara Muzzatti – parte dal fatto che tutti hanno diritto alla fruizione culturale. Molti studi hanno constatato che l’accesso al bello e alla conoscenza permettono di stare bene e che laddove le persone ne possono usufruire c’è meno necessità di interventi nel campo del welfare». Ecco che da questo presupposto, è stato avviato il progetto al liceo Leopardi-Majorana coinvolgendo le classi dalla terza alla quinta di tutt’e tre gli indirizzi: classico, scientifico e scienze umane. Il risultato è che una quindicina di alunni hanno deciso di parteciparvi anche oltre alle ore prettamente necessarie, entusiasti e consapevoli dell’importanza di un progetto di inclusione così coinvolgente. Con l’Unione italiana ciechi c’è stata una collaborazione e una simbiosi immediata: sono stati proprio i volontari ipovedenti, con l’intervento di Tullio Frau, a tarare i contenuti delle presentazioni. «Non una banale descrizione di un’opera d’arte – ha sottolineato Frau – ma un dettagliato approfondimento di quello che il quadro o l’affresco propone, attraverso l’accuratezza dei contenuti del dipinto stesso. Quella che s’è svolta prima alla galleria d’arte e poi al museo è per me la giornata finale di un percorso, nel quale i ragazzi hanno compiuto le loro descrizioni permettendoci proprio di captare, attraverso le loro emozioni, ciò che il dipinto intende trasmettere». Ed è stata proprio l’emozione e il pathos dei ragazzi che hanno condotto la visita a renderla ancora più entusiasmante: la posizione dei vari personaggi, l’ambientazione, il colore delle vesti, gli sguardi sono stati gli aspetti maggiormente enfatizzati, permettendo ai visitatori (sette soci dell’Unione ciechi assieme agli accompagnatori) di poter ammirare, attraverso – è proprio il caso di dirlo – gli occhi del cuore, le opere selezionate per la visita. Al museo Ricchieri ad attenderli c’era anche l’assessore Pietro Tropeano e la conservatrice Nicoletta Rigoni, che ha seguito il gruppo lungo tutto il tour. «Quella con l’Unione italiana ciechi è un’esperienza importante, che evidenza i valori della collaborazione e dell’accessibilità – ha commentato l’assessore Tropeano – per regalare sensazioni e immagini anche a chi non può permetterselo. Questo è stato possibile grazie al gioco di squadra e allo sforzo di tanti. Anche per questo fine settimana la mostra ha registrato un numero molto importante di visite: circa 800 tra sabato e domenica». Tropeano ha infine ricordato la conclusione, avvenuta sabato con la consegna dei diplomi da Cicerone, del percorso durato una settimana con il Fai, il fondo per l’ambiente italiano.

di Laura Venerus

Fonte: Messaggero Veneto del 02.12.2019

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